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MONTE SAN VITO “Affaire” Cag, dibattito politico incandescente

Monte San Vito

Critiche dalla minoranza: «Perché il sindaco non risponde sul centro giovanile?»

 

MONTE SAN VITO, 13 febbraio 2020 – «Non dovrebbe essere difficile per il sindaco Thomas Cillo e per la sua maggioranza rispondere a questa semplice domanda: perché i locali per il Centro di Aggregazione Giovanile ci sono e il comune paga fior di euro, circa 4mila per 6 mesi, ma il Cag non c’è?».

Locali di socializzazione

Claudio D’Angelo, capogruppo di “Noi per Monte San Vito”, replica all’amministrazione comunale sulla questione dei locali di socializzazione per i giovani del paese e sul pagamento di 640 mensili per affittare locali che poi non vengono utilizzati per il Cag. «I locali di via dell’Artigiano sono stati affittati dal comune nel 2013 per insediarci il Centro di Aggregazione Giovanile. Da allora e fino al novembre 2016, il Centro, ospitato in quei locali, ha messo in campo progetti per i ragazzi finanziati dalla precedente Amministrazione con oltre 10mila euro annui».

La cronistoria

Nel novembre 2016 il centro fu chiuso a causa dell’emergenza terremoto che rese inagibile il Palazzo Comunale e costrinse il Comune a trasferire l’ufficio tecnico nei locali del Cag. Nel novembre 2019, i locali sono stati di nuovo liberati e dunque il Cag da dicembre scorso avrebbe potuto riaprire se l’amministrazione del sindaco Cillo avesse predisposto i progetti e gli atti necessari. «Il problema vero – afferma il capogruppo di opposizione – è che l’amministrazione non considera prioritario dare ai giovani monsanvitesi un luogo di ritrovo: che l’amministrazione non abbia riaperto alcun Cag nei locali per cui sta attualmente pagando un canone di affitto di 640 euro mensili è un dato di fatto di granitica certezza.

Claudio D’Angelo, capogruppo di “Noi per Monte San Vito”

E la circostanza che sporadicamente, come del resto avveniva anche in passato, il locale sia dato in uso dal comune a privati per feste private, non giustifica l’operato dell’amministrazione. Al sindaco Cillo segnaliamo che mai in passato ci sono stati tagli ai fondi destinati alle attività del Cag: c’è stato semmai un attento monitoraggio delle spese, da qui la determina 306 del 22/08/2014 dove si è preso semplicemente atto che dei 10.885,27 euro stanziati per l’annuale gestione delle attività destinate ai ragazzi, erano sufficienti 10.385,77».

Cag, una funzione sociale

Claudio D’Angelo sottolinea come sotto l’amministrazione del sindaco Sabrina Sartini i servizi per i giovani siano stati incrementati e migliorati con l’organizzazione di centri estivi e l’aiuto nei compiti ai ragazzi della scuola primaria. «Il sindaco Cillo afferma cose non vere: non ha mai criticato l’ubicazione del Cag in via dell’Artigianato e anche quando non c’era più la Sbarbati in giunta, in un’interrogazione del 27 aprile 2017, lo stesso Cillo affermava, con parole testuali, che il Cag era “una realtà che teneva occupati ragazzini giovani e che quindi svolgeva una funzione sociale importante”. Inoltre Cillo non può non sapere che dopo la chiusura del Cag nel 2016, era impossibile dislocarlo presso i locali del Carlo Urbani: quei locali, così come la biblioteca, erano anch’essi occupati dagli Uffici del Comune, senza contare che il Cag può essere dislocato solo in locali con particolari caratteristiche normative che il Centro Carlo Urbani non possiede. Quindi invece di arrampicarsi sugli specchi, Cillo dovrebbe rispondere ad una semplice domanda: perché il Cag è tutt’ora chiuso e il comune paga quasi 3840 euro per l’affitto dei locali?».

Gianluca Fenucci

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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